Capitolo 1

Il Sacro Cuore e Nettuno

È una storia lunga quella che unisce Nettuno e i nettunesi al Sacro Cuore: una storia di fede, affetto, devozione e dedizione autentica che testimonia e custodisce un rapporto lungo oltre 75 anni. La nostra Parrocchia, infatti, è ufficialmente nata nel 1937 con la Bolla di costituzione “Pleno jure” che la affidava alle cure dei frati della Provincia Romana Riformata e firmata dal Cardinale Gennaro Granito Pignatelli, allora Vescovo di Albano.

Tuttavia la Bolla è solo l'atto finale di un lungo e intenso carteggio tra la Curia e la Provincia dei Frati Minori che testimonia l'intenzione di dar vita alla nuova Parrocchia, nata da una “costola” della Parrocchia di San Giovanni. Negli anni trenta, infatti, la Provincia Romana Riformata era alla ricerca di un luogo per la costruzione di un convento in una zona marina. Venuto a conoscenza della cosa, l'Arciprete della Collegiata di Nettuno, Don Nicola De Franceschi, scrisse al Provinciale dei Frati, informandolo che la Curia vescovile aveva intenzione di affidare alle cure di una comunità religiosa una Parrocchia da edificare ex novo e che, secondo il desiderio del Cardinale Pignatelli, avrebbe dovuto essere intitolata al Sacro Cuore di Gesù.

Il Provinciale (P. Agostino Fioravanti, che sarebbe divenuto il primo Parroco) presentò così la sua richiesta: “La Provincia religiosa che ho l'onore di presiedere – scriveva il 18 marzo 1935 - ha bisogno di aprire una casa nelle vicinanze del mare ”. Alla risposta positiva della Curia seguiva la convenzione che ne stabiliva i confini: “a settentrione tutto il territorio di Nettuno al di là della linea ferroviaria escluso il cimitero con l'annessa Chiesa, a est il Poligono militare, la tenuta Ciarella, Torre Astura, Casaletto, Grugnola e Ferriere, a ovest: fino ai confini della Parrocchia di Anzio, esclusa Villa Borghese”.

Un territorio vastissimo, dunque, dove i frati avrebbero ben presto iniziato il loro apostolato. Sembrava ormai tutto fatto, quando sorse una grande difficoltà: quella di reperire i fondi necessari alla costruzione della casa per i religiosi. Padre Agostino, avendo saputo che in Vaticano Sua Santità Pio XI aveva istituito l'ufficio "Case Parrocchiali", scrisse una lettera al Papa e Sua Santità annunciò che la casa sarebbe stata costruita a spese del suddetto ufficio.

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